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Le Ferriere

Extra

Dopo la distruzione di Satricum avvenuta nel 346 a.C. ad opera dei romani il culto presso il tempio della dea Mater Matuta continuò ancora in piena Repubblica Romana, sicuramente almeno fino al secondo secolo a.C. .
In seguito, dopo la diffusione del cristianesimo e l'acquisizione di potere da parte dei vescovi, tutto il satricano venne a far parte integrante della diocesi di Anzio fino al VII secolo per essere unita successivamente a quella di Albano.
I papi poi nell' VIII secolo d.C. , per rifornire Roma di derrate alimentari che non potevano più essere procurate attraverso il commercio con terre lontane come la Sicilia, rivitalizzarono queste terre con nuove bonifiche e opere protettive con la costruzione di masserie fortificate.

La Ferriera
La storia di Le Ferriere, che come Satricum sfrutto la felice posizione sulle sponde del fiume Astura, comincia nel 1116 quando i monaci di Grottaferrata tentarono l’estrazione del ferro grezzo e fondarono la ferriera per la lavorazione dello stesso usufruendo anche dell’assetto idraulico dell’antica città. Questi monaci restarono fino al 1564 quando Papa Pio IV divise tutti i beni del territorio per affidarli alla Camera Apostolica.
Nel 1588, Papa Sisto V continuò l’opera rinnovando la ferriera con criteri più avanzati, fornendola di mezzi più moderni ed efficienti. Questo diede buoni effetti, la fonderia cominciò a lavorare a pieno ritmo divenendo la più importante del Lazio e il suo prodotto veniva esportato anche al di fuori dei confini pontifici.
Nonostante le continue guerre della prima metà del 1700 che devastarono la penisola e la difficoltà di rifornimento del ferraccio e del ferro grezzo proveniente dall’isola d’Elba, la ferriera non cessò mai la sua attività. Il ferro grezzo veniva trasportato con grandi navi soprattutto da commercianti genovesi in cambio di legname pregiato, cereali e carbone, pellame di cui la zona era ricchissima. Veniva scaricato nei pressi di Foce Verde, chiamato per lungo tempo Passo Genovese, per proseguire verso Le Ferriere su apposite imbarcazioni trainate da bufali lungo gli argini del fiume Astura.
Dal trattato del 1166 tra Roma e Genova risulta infatti che Torre Astura fu centro di commercio marittimo tra residenti e genovesi e che esso proseguì fino al 1865.
Per la produzione e lavorazione del ferro veniva impegnata per la gran parte manodopera proveniente dalla Toscana e dalla Lombardia come risulta dal libro dei morti della parrocchia.  Il Vanvitelli, tra il 1740 ed il 1744, dovendo restaurare la cupola di San Pietro, ordinò alla fonderia la fornitura di cinque enormi cerchioni di ferro.  Per la loro fabbricazione furono adoperate 119 mila e 44 libbre romane di ferro, circa quaranta tonnellate odierne.
Nel 1779 erano tre le fonderie ad operare: quelle di “Fondo”, di “Mezzo” e di “Cima”.   Il 1865 vi fu la chiusura dello stabilimento.

1910 - La Cartiera
Nel 1874 Borgo Le Ferriere divenne di proprietà del conte Achille Gori Mazzoleni che lo acquistò in un’asta pubblica. La famiglia Mazzoleni tenne questo possedimento fino al 1919 quando subentrarono don Leone Caetani ed altri. In seguito, tra il settembre 1921 e l’aprile 1924, venne acquistato interamente dal signor Gustavo Dominici. La cartiera cominciò a funzionare nel 1910 dove prima erano le fonderie utilizzando le acque del fiume Astura che arrivava ai suoi macchinari tramite dighe, canali e gallerie costruite secoli prima.

La sua apertura nel 1910 è provata da un documento dei cappellani passionisti in cui si afferma: “Buoni industriali hanno quasi condotto a termine i grandi lavori per l’impianto di una cartiera che attiverà sul posto gran numero di operai”.  Già nel 1911 il borgo contava 600 abitanti stabili più 3000 transumanti. Nel 1932-33 nel centro c’erano 437 persone, mentre nel maggio del 1937 circa 200 perchè lo stabilimento aveva cessato o ridotto notevolmente la sua attività. Nel luglio dello stesso anno la cartiera venne ristrutturata e riprese il lavoro a pieno ritmo con nuovo incremento della popolazione.
Nel secondo dopoguerra, dal 1945 al 1978, anno della sua chiuisura, hanno lavorato in cartiera 270 operai, quasi tutti di Borgo Le Ferriere.

Maria Goretti
La santa di Le Ferriere
Maria Goretti nacque il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, nelle Marche in provincia di Ancona, da Luigi Goretti e da Assunta Carlini.
Terza di sei figli viventi, venne con la famiglia a Borgo Le Ferriere, proveniente da Paliano nel 1899. Abitò nella “Cascina Antica” insieme alla famiglia Serenelli. La convivenza, quindi, tra Maria e Alessandro Serenelli, che "insidiava" ripetutamente la ragazzina, fini con l'aggressione da parte di lui, pare a seguito dell'ennesimo rifiuto, il 5 luglio 1902 quando fu colpita ripetutatemente con un punteruolo. Il giorno successivo Maria morì all’ospedale di Nettuno.
Il 27 aprile del 1947 fu dichiarata beata, mentre il 24 giugno del 1950, con solenne proclamazione in piazza S. Pietro, fu fatta Santa dal Papa Pio XII. Attualmente è la Patrona di Latina.

tra le province di Roma e Latina, in comune di quest'ultima
15 km da Latina - 14 km da Anzio - 10 km da Nettuno
12 km da Cisterna - 45 km da Roma
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